Vacanza di tre giorni a Oslo

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Una vacanza di tre giorni a Oslo, città nella quale sono atterrato proveniente dalle Svalbard, prima di rientrare in Italia.

La scelta di fermarmi è dipesa anche dal fatto che il biglietto aereo per Roma, nello stesso giorno del mio arrivo da Longyearbyen, sarebbe stato molto esoso e ho perciò preferito investire la differenza con un volo più economico in ostello e ristoranti. La città è una delle capitali che non possono mancare per avere un’idea precisa di tutta la Scandinavia e ci sono tornato volentieri dopo la mia prima visita nel 2017.

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Vacanza di tre giorni a Oslo

Introduzione

Dopo la mia avventura sugli sci alle Svalbard, ero già stato a Oslo nel 2017, durante il mio primo viaggio in Norvegia. In quell’occasione avevo visitato i principali musei della città, ma otto anni dopo ho voluto tornarci per scoprire nuovi aspetti della capitale norvegese e approfondire la conoscenza di questa città che rappresenta una delle capitali imprescindibili per comprendere la Scandinavia.

La scelta di fermarmi tre giorni a Oslo è stata dettata anche da ragioni economiche: il volo diretto da Longyearbyen a Roma nello stesso giorno dell’arrivo dalle Svalbard aveva un costo proibitivo. Ho preferito quindi investire la differenza di prezzo in un volo più economico con scalo a Oslo, dedicando qualche giorno alla città e soggiornando in ostello per contenere i costi.

Vacanza di tre giorni a Oslo

Oslo Pass: conviene o no?

Prima di partire mi sono informato sull’Oslo Pass, la carta turistica che include trasporti pubblici e ingresso a numerosi musei. L’Oslo Pass è disponibile in tre versioni:

  • 24 ore: 550 corone norvegesi
  • 48 ore: 800 corone
  • 72 ore: 945 corone

Dopo aver fatto i calcoli considerando i musei che volevo visitare e gli spostamenti previsti, ho deciso di acquistare l’Oslo Pass da 72 ore. Per chi viaggia in famiglia il costo può sembrare elevato, ma per un viaggiatore singolo che vuole visitare molti musei si rivela conveniente.

È importante sapere che l’Oslo Pass include i trasporti VY per l’aeroporto solo nelle zone 1 e 2, e anche i traghetti per Bygdøy. Per pianificare al meglio gli spostamenti, conviene installare l’app Ruter Reise.

Giovedì 1 maggio – Arrivo a Oslo

L’atterraggio all’aeroporto di Oslo Gardermoen è previsto per le 15:40. Il volo dalle Svalbard si è svolto senza intoppi e, una volta recuperato il bagaglio, mi sono diretto verso la stazione ferroviaria dell’aeroporto.

Dal Gardermoen al centro

Per raggiungere il centro di Oslo dall’aeroporto di Gardermoen ci sono diverse opzioni. Ho optato per il treno VY che arriva alla stazione centrale, più economico rispetto all’Airport Express Train ma comunque rapido e confortevole.

Il quartiere di Aker Brygge

Una volta lasciato il bagaglio in ostello, mi sono diretto verso il porto di Aker Brygge, uno dei quartieri più moderni e vivaci di Oslo. Aker Brygge è un’area completamente riqualificata negli ultimi decenni: quello che un tempo era un cantiere navale industriale è stato trasformato in un quartiere residenziale e commerciale affacciato sul fiordo.

Passeggiando lungo il porto, ho ammirato gli edifici moderni in vetro e acciaio che ospitano ristoranti, bar e negozi. L’atmosfera è rilassata, con molti norvegesi che approfittano del primo maggio per fare una passeggiata sul lungomare. Il contrasto tra i palazzi ultramoderni e le barche ormeggiate nel porto crea un’immagine molto caratteristica.

Tjuvholmen e l’arte contemporanea

Proseguendo oltre Aker Brygge, si arriva a Tjuvholmen, letteralmente “l’isola dei ladri”, un nome che deriva dal fatto che in passato era un’area malfamata del porto. Oggi è invece uno dei quartieri più esclusivi di Oslo, con architetture contemporanee molto interessanti.

In questa zona si trova l’Astrup Fearnley Museet, il museo d’arte contemporanea progettato da Renzo Piano. Purtroppo essendo il 1° maggio molti musei erano chiusi, ma mi sono ripromesso di tornarci nei giorni successivi.

Vacanza di tre giorni a Oslo

Le case in legno di Damstredet e Telthusbakken

Uno dei quartieri che volevo assolutamente visitare durante questa vacanza di tre giorni a Oslo erano le strade con le case storiche in legno. Mi sono quindi diretto verso Damstredet e Telthusbakken, due delle più belle vie con edifici in legno colorati del centro.

Queste casette, per lo più dipinte in giallo ocra e bianco, risalgono al XVIII e XIX secolo e sono miracolosamente sopravvissute agli incendi e alla modernizzazione che hanno trasformato gran parte della città. Camminare per queste stradine acciottolate è come fare un salto indietro nel tempo: sembra impossibile trovarsi a pochi minuti a piedi dal centro di una capitale europea.

Il quartiere è molto tranquillo e residenziale. Ho notato con piacere che molte case sono ancora abitate e ben curate, con piccoli giardini fioriti e dettagli architettonici originali preservati.

Il cimitero storico

A poca distanza dalle case in legno si trova il Vår Frelsers gravlund, il cimitero storico di Oslo dove sono sepolte numerose personalità norvegesi. Tra le tombe più visitate ci sono quelle di Henrik Ibsen, il celebre drammaturgo, e Edvard Munch, il pittore dell’Urlo.

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Ho trascorso circa mezz’ora passeggiando tra le tombe e leggendo le lapidi. Il cimitero è molto curato, con alberi secolari che creano zone d’ombra e un’atmosfera di pace. È interessante notare come i norvegesi abbiano un rapporto molto naturale con i loro cimiteri, che spesso sono anche parchi pubblici dove la gente viene a passeggiare. Anche in Italia ci sono molti cimiteri monumentali, persino in piccoli paesi, ma non sono vissuti con lo stesso spirito nordeuropeo.

La tomba di Munch è semplice e sobria, come si addice al carattere norvegese, mentre quella di Ibsen è leggermente più monumentale ma sempre nel rispetto dello stile scandinavo.

Oslo Street Food

Per cena ho scelto Oslo Street Food, un edificio del 1925 situato a Torggata, trasformato in una grande food hall nel centro di Oslo. L’edificio stesso vale la visita: è una vecchia stazione degli autobus restaurata che mantiene il fascino industriale originale.

All’interno ci sono una ventina di chioschi che offrono cucina da tutto il mondo: thailandese, messicana, italiana, libanese, burger gourmet e molto altro. L’atmosfera è vivace e informale, con grandi tavoli comuni dove ci si siede vicino a sconosciuti e si chiacchiera.

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Ogni venerdì e sabato c’è anche un DJ che mette musica, creando un’atmosfera da festa più che da semplice cena. Ho optato per cibo asiatico e devo dire che la qualità era ottima, anche se i prezzi norvegesi si fanno sentire anche qui.

Youngstorget – la piazza dei giovani

Dopo cena sono passato per Youngstorget, letteralmente “la piazza dei giovani”. Questa piazza ha una storia particolare: è stata tradizionalmente il luogo di ritrovo del movimento operaio norvegese e ancora oggi ospita manifestazioni politiche e mercati.

Il 1° maggio, festa dei lavoratori, la piazza aveva un significato particolare ed era animata da gruppi di persone che festeggiavano. Ho notato diverse bandiere rosse e striscioni, testimonianza della forte tradizione socialdemocratica della Norvegia.

Havnepromenaden – il lungomare di Oslo

Prima di rientrare in ostello, ho voluto percorrere almeno un tratto dell’Havnepromenaden, il lungomare pedonale di Oslo lungo 9 chilometri che collega diverse aree del porto. Questo percorso è stato completato solo negli ultimi anni e permette di camminare o andare in bicicletta lungo tutta la costa urbana.

Una caratteristica particolare sono i “fari arancioni”, moderne sculture-lanterne che illuminano il percorso di sera e sono diventate un simbolo del nuovo waterfront di Oslo. Il lungomare passa per zone molto diverse tra loro: aree industriali in fase di riqualificazione, parchi pubblici, spiagge urbane e il centro moderno di Bjørvika.

Opera House e Museo Munch al tramonto

Il mio primo giorno a Oslo si è concluso con una visita all’Opera House al tramonto. L’Opera di Oslo, inaugurata nel 2008, è uno degli edifici più iconici della città. La sua caratteristica principale è il tetto inclinato che si può percorrere a piedi fino in cima, offrendo una vista spettacolare sul fiordo e sulla città.

Alle nove di sera, con la luce nordica che iniziava a calare, sono salito sul tetto dell’Opera insieme a decine di altre persone. Dalle pendici di marmo bianco si vede perfettamente il nuovo Museo Munch, un edificio contemporaneo di 13 piani che si staglia contro il cielo. Il museo era chiuso per il 1° maggio, ma l’ho inserito nella lista delle priorità per i giorni successivi.

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Bjørvika – il quartiere moderno

L’area di Bjørvika, dove si trovano sia l’Opera che il Museo Munch, è il nuovo quartiere trendy di Oslo. Qui si concentrano locali alla moda, ristoranti, il già citato Oslo Street Food e la nuova Biblioteca Nazionale. È tutto molto moderno, con architetture contemporanee e un’atmosfera decisamente diversa dal centro storico.

Camminando per Bjørvika ho notato numerosi giovani professionisti, molti locali “fighetti” e prezzi ancora più elevati della media già alta di Oslo. È interessante vedere come Oslo stia puntando molto sulla riqualificazione delle aree portuali, trasformando zone industriali dismesse in quartieri residenziali e culturali di alto livello.

Un’installazione particolare è l’Oslo Treet, un albero illuminato alto 14 metri, che si accende la sera creando un effetto suggestivo.

Sono rientrato in ostello stanco ma soddisfatto del primo giorno di questa vacanza di tre giorni a Oslo.

Venerdì 2 maggio

La giornata di oggi sarà dedicata principalmente ai musei, approfittando dell’Oslo Pass che ho acquistato. Ho pianificato un percorso che mi porta dalla fortezza di Akershus fino all’isola di Bygdøy.

Municipio di Oslo

Ho iniziato la mattina visitando il Rådhuset, il Municipio di Oslo. L’ingresso è gratuito e l’edificio è aperto dalle 9 alle 16. Il Municipio, inaugurato nel 1950, è famoso per essere il luogo dove ogni anno si svolge la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace.

L’edificio stesso è imponente, in mattoni rossi con due torri. L’interno è decorato con murales e opere d’arte di artisti norvegesi che raccontano la storia e le tradizioni del Paese. Ho trascorso circa un’ora ammirando i dipinti e le sculture, particolarmente impressionato dalla Sala Cerimoniale principale con le sue enormi opere murali.

Rispetto al Municipio di Stoccolma che ho visitato lo scorso anno, quello di Oslo mi è sembrato meno sontuoso ma ugualmente interessante, con un’atmosfera più sobria e austera che riflette il carattere norvegese.

Fortezza di Akershus

Dalla piazza del Municipio ho proseguito verso la Fortezza di Akershus (Akershus festning), chiusa il 1° maggio ma regolarmente aperta oggi dalle 10 alle 16. L’Oslo Pass include l’ingresso che normalmente costa 150 corone norvegesi.

La fortezza è uno dei luoghi storici più importanti di Oslo, costruita alla fine del XIII secolo per proteggere la città. Nel corso dei secoli è stata ampliata e modificata, trasformandosi da castello medievale a fortezza rinascimentale. Oggi ospita vari musei e gli uffici del Ministero della Difesa.

Passeggiare tra i bastioni offre una bella vista sul fiordo di Oslo. Ho visitato le sale interne del castello, compresa la cappella e le stanze storiche. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la fortezza fu occupata dai tedeschi e utilizzata come prigione per i membri della Resistenza norvegese, molti dei quali furono qui giustiziati, come ricorda Jo Nesbø, nel suo romanzo Il pettirosso.

Museo della Difesa (Forsvarsmuseet)

All’interno del complesso della fortezza si trova il Forsvarsmuseet, il Museo delle Forze Armate Norvegesi, aperto dalle 10 alle 17 e incluso nell’Oslo Pass (normalmente 150 NOK).

Il museo racconta la storia militare della Norvegia dalle guerre vichinghe fino ai giorni nostri, con particolare attenzione alla Seconda Guerra Mondiale e all’occupazione tedesca. Le esposizioni sono ben curate e utilizzano multimedia e ricostruzioni per rendere la visita interessante.

Ho trovato particolarmente toccante la sezione dedicata alla Resistenza norvegese, con testimonianze dirette di chi combatté contro l’occupazione. Ci sono uniformi, armi, documenti e oggetti personali che raccontano storie di coraggio e sacrificio.

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Museo della Resistenza Norvegese

Sempre all’interno della fortezza, ho visitato il Norges Hjemmefrontmuseum, il Museo della Resistenza Norvegese, anch’esso aperto dalle 10 alle 17 e incluso nell’Oslo Pass (normalmente 150 NOK).

Questo museo è interamente dedicato al periodo dell’occupazione tedesca (1940-1945) e alla resistenza civile e militare norvegese. È un museo più piccolo e specifico rispetto al Forsvarsmuseet, ma ugualmente interessante.

Le esposizioni mostrano come i norvegesi organizzarono la resistenza, le reti clandestine, i sabotaggi alle industrie cruciali per lo sforzo bellico tedesco (come la famosa azione contro la produzione di acqua pesante), e la fuga verso la Svezia di migliaia di persone.

Traghetto per Bygdøy

Dopo la pausa pranzo, sono salito su uno dei traghetti pubblici che partono dal porto dietro il Municipio e collegano il centro con la penisola di Bygdøy. Il traghetto (linea 30 del bus) è incluso nell’Oslo Pass e offre una piacevole mini-crociera di circa 20 minuti.

Bygdøy è una penisola verde a ovest del centro di Oslo che ospita alcuni dei musei più importanti della città, oltre a spiagge e aree verdi molto frequentate d’estate. Tutti giocavano a tennis sui campi pubblici vicino all’approdo del traghetto, approfittando della bella giornata.

Fortunatamente avevo già visitato nel 2017 il Museo delle navi vichinghe, ora chiuso per una ristrutturazione radicale, in attesa della sua riapertura nel 2027 come museo dell’era vichinga.

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Museo Fram

Il primo museo che ho visitato a Bygdøy è stato il Frammuseet, il museo dedicato alla nave polare Fram, aperto dalle 9:30 alle 18 e incluso nell’Oslo Pass (normalmente 180 NOK).

La Fram è la nave più famosa delle esplorazioni polari norvegesi, utilizzata sia da Fridtjof Nansen nella sua spedizione artica del 1893-1896, sia da Roald Amundsen nella sua spedizione al Polo Sud del 1910-1912.

Il museo è costruito attorno alla nave stessa, che domina l’edificio. Si può salire a bordo e esplorare gli interni, vedendo le cabine degli esploratori, la cucina, la sala macchine. È un’esperienza incredibile camminare nei corridoi della nave che portò gli uomini in alcuni dei luoghi più estremi del pianeta.

Le esposizioni raccontano le varie spedizioni, con mappe, diari, fotografie e equipaggiamenti originali. C’è anche una sala dedicata all’ecologia polare e ai cambiamenti climatici che stanno trasformando le regioni artiche e antartiche.

Museo Kon-Tiki

A pochi passi dal Frammuseet si trova il Kon-Tiki Museet, aperto dalle 10 alle 18 e incluso nell’Oslo Pass (normalmente 140 NOK).

Questo museo è dedicato all’esploratore Thor Heyerdahl e alle sue spedizioni. Il pezzo forte è la zattera Kon-Tiki, con cui nel 1947 Heyerdahl attraversò il Pacifico dal Perù alla Polinesia per dimostrare che antiche popolazioni sudamericane avrebbero potuto colonizzare le isole del Pacifico.

La zattera originale è esposta al centro del museo, insieme a filmati della spedizione (che vinse l’Oscar come miglior documentario) e oggetti raccolti durante il viaggio. C’è anche la barca di papiro Ra II, con cui Heyerdahl attraversò l’Atlantico nel 1970.

Il museo è più piccolo del Frammuseet ma ugualmente affascinante. Heyerdahl era un personaggio controverso nel mondo accademico, ma indubbiamente coraggioso e determinato.

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Museo della Navigazione Norvegese

L’ultimo museo della giornata a Bygdøy è stato il Norsk Maritimt Museum, il Museo Marittimo Norvegese, aperto dalle 10 alle 17 e incluso nell’Oslo Pass (normalmente 140 NOK).

Il museo racconta la lunga storia marittima della Norvegia, dalla pesca tradizionale alle moderne navi mercantili e petroliere. Ci sono modelli di navi di tutte le epoche, equipaggiamenti nautici, dipinti marini e una sezione dedicata alla vita dei marinai.

Particolarmente interessante è il padiglione esterno dove sono esposte imbarcazioni tradizionali norvegesi, comprese alcune barche da pesca delle isole Lofoten.

Biblioteca Nazionale

Tornato in centro col traghetto, ho fatto una breve visita alla Nasjonalbiblioteket, la Biblioteca Nazionale, aperta nei giorni feriali dalle 9 alle 21 e il sabato dalle 10 alle 18. L’edificio è moderno e accogliente.

Al momento della mia visita c’era una mostra di carte storiche e alcuni libri antichi, accessibile gratuitamente. Mi ci sono letteralmente perso, in particolare provenendo dalla Svalbard, un’area che – dal XVI secolo – è stata riprodotta sulla cartografia in modo anche fantasioso. L’edificio stesso vale una visita, per l’architettura contemporanea e gli spazi interni.

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Museo Munch

La visita clou della giornata è stata al nuovo Munchmuseet, il Museo Munch, finalmente aperto dopo essere stato chiuso il 1° maggio. Il museo è aperto venerdì e sabato dalle 10 alle 21 e include nell’Oslo Pass (normalmente 180 NOK).

Il nuovo museo, inaugurato nel 2021, si sviluppa su 13 piani nell’edificio moderno di Bjørvika. È il più grande museo dedicato a un singolo artista in tutto il mondo, ospitando la più grande collezione di opere di Edvard Munch: oltre 28.000 pezzi tra dipinti, stampe, disegni e sculture.

Ho trascorso quasi tre ore nel museo, partendo dai piani alti e scendendo gradualmente. Le opere sono esposte seguendo un percorso tematico e cronologico che aiuta a comprendere l’evoluzione artistica di Munch.

Naturalmente l’opera più famosa è l’Urlo, di cui Munch fece diverse versioni. Il museo ne possiede una, esposta in una sala dedicata, che viene mostrata a intervalli di tempo regolari per preservarla dall’usura che causerebbe un’esposizione continua. Come al solito, i turisti sono pronti con gli smartphone a fotografare le steste degli altri visitatori, che impallano regolarmente il quadro.

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Oltre all’Urlo, ho scoperto molte altre opere meravigliose: i paesaggi norvegesi, i ritratti, le scene di vita urbana, i dipinti sull’amore e la morte. La caratteristica più interessante del museo, forse, è proprio che le opere in mostra servono a consentire di confrontare le varie realizzazioni artistiche di Munch, fatte in periodi e con stili differenti. Inoltre, due piani sono dedicati a mostre temporanee, di altri artisti.

Al 13° piano c’è un bar con terrazza panoramica che offre una vista spettacolare su Oslo e sul fiordo. Ho approfittato per fare una pausa e godere del panorama prima di proseguire la visita.

Cattedrale di Oslo

Tornando verso l’ostello, ho fatto una sosta alla Cattedrale di Oslo (Oslo Domkirke), sempre aperta dalle 10 alle 16, con orario esteso venerdì dalle 16 alle 23:30.

La cattedrale, costruita nella seconda metà del XVII secolo, è l’edificio di culto principale della Chiesa di Norvegia. L’interno è più sontuoso di quanto mi aspettassi da una chiesa luterana, con decorazioni barocche e affreschi sulla volta.

Tuttavia, come ho notato entrando, gli affreschi hanno bisogno di restauri. Alcuni sono sbiaditi e ci sono segni di umidità. È un peccato perché rappresentano scene bibliche molto dettagliate e artisticamente interessanti.

La cattedrale è stata utilizzata per cerimonie reali e funerali di stato, ed è un importante simbolo nazionale. L’atmosfera è raccolta e tranquilla, un’oasi di pace nel centro della città.

Sabato 3 maggio

Oggi ho pianificato una giornata che alterna visite culturali a escursioni all’aperto, per godermi anche il lato naturale di Oslo.

Holmenkollen: il trampolino e il museo dello sci

Ho iniziato la giornata presto dirigendomi verso Holmenkollen, il famoso trampolino per il salto con gli sci situato su una collina che domina Oslo. Il sito è aperto dalle 10 alle 17 (il 1° maggio era 10-16) ed è incluso nell’Oslo Pass (normalmente 190 NOK).

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Per arrivarci ho preso la metro linea 1, che sale attraverso quartieri residenziali sempre più immersi nel verde fino a raggiungere la stazione di Holmenkollen. Il viaggio stesso è panoramico e interessante.

Il trampolino di Holmenkollen è uno dei simboli di Oslo. L’attuale struttura risale al 2010 ed è stata costruita in vista dei Mondiali di Sci Nordico del 2011. Si può salire con un ascensore fino alla cima del trampolino, a 60 metri di altezza, per ammirare la vista mozzafiato su Oslo e sul fiordo.

Guardare giù dal punto di partenza dei saltatori fa impressione: la pendenza è vertiginosa e viene da chiedersi come facciano gli atleti a lanciarsi da lì. Oggi, però, possiamo farlo anche noi tramite una zipline! La vista però ripaga: Oslo si estende sotto di noi con i suoi fiordi, le isole, le foreste circostanti.

Alla base del trampolino si trova lo Skimuseet, il Museo dello Sci, che racconta 4000 anni di storia dello sci in Norvegia. Il museo espone gli sci più antichi mai ritrovati, risalenti a circa 4000 anni fa, fino alle moderne attrezzature olimpioniche.

Ci sono sezioni dedicate alle esplorazioni polari (con gli sci usati da Amundsen nella spedizione al Polo Sud), alle Olimpiadi invernali, allo sviluppo delle tecniche sciistiche e dell’equipaggiamento. Per un appassionato di sci come me, è un museo affascinante.

Museo della Città di Oslo (Bymuseum)

Sceso da Holmenkollen, ho preso la metro per tornare in centro e visitare il Museo della Città di Oslo (Oslo Bymuseum), aperto venerdì-domenica dalle 11 alle 16 (chiuso il 1° maggio) ed incluso nell’Oslo Pass (ingresso gratuito).

Il museo racconta la storia di Oslo dalla fondazione medievale ai giorni nostri, con particolare attenzione all’urbanistica e alla vita quotidiana nelle diverse epoche. Ci sono modelli della città in varie fasi storiche, fotografie d’epoca, oggetti di uso quotidiano e ricostruzioni di ambienti domestici.

Una sezione è dedicata al grande incendio del 1624 che distrusse gran parte della città medievale e portò alla ricostruzione voluta dal re Cristiano IV, che diede il suo nome alla città (Christiania) per quasi 300 anni.

Vigelandmuseet

Proseguendo con i musei, ho visitato il Vigelandmuseet, il museo dedicato allo scultore Gustav Vigeland, aperto dalle 12 alle 16. Il museo si trova in quella che fu la casa-studio dell’artista.

Gustav Vigeland è il più famoso scultore norvegese, conosciuto soprattutto per il Parco delle Sculture (Vigelandsparken) che ho già visitato nel 2017. Il museo ospita una vasta collezione di sue opere, compresi i modelli preparatori per le sculture del parco.

È interessante vedere il processo creativo dell’artista attraverso i vari studi e bozzetti. Il museo conserva anche i suoi strumenti di lavoro e l’appartamento dove visse, dando un’idea della vita di un artista nel primo Novecento.

Museo Nazionale Norvegese (Nasjonalmuseet)

Il pomeriggio l’ho dedicato alla visita del Nasjonalmuseet, il Museo Nazionale Norvegese, aperto giovedì-domenica dalle 10 alle 17 (chiuso il 1° maggio) ed incluso nell’Oslo Pass (normalmente 200 NOK).

Il nuovo Museo Nazionale, inaugurato nel 2022, riunisce le collezioni di diversi musei in un unico grande edificio moderno. È il più grande museo d’arte nei Paesi nordici, con oltre 400.000 oggetti che spaziano dall’antichità all’arte contemporanea.

La collezione di arte norvegese è impressionante, con opere di tutti i maggiori artisti nazionali. Naturalmente c’è anche Munch (una versione dell’Urlo è qui, oltre che al Museo Munch), ma anche Johan Christian Dahl, considerato il padre della pittura di paesaggio norvegese, e molti altri.

Oltre all’arte norvegese, ci sono importanti collezioni di arte europea, con dipinti di Picasso, Monet, Renoir, El Greco e molti altri maestri. Le sale dedicate all’artigianato e al design norvegese mostrano l’evoluzione dello stile scandinavo nel corso dei secoli.

Ho trascorso quasi tre ore nel museo, ma avrei potuto restare molto di più. La collezione è vastissima e molto ben curata.

Museo di Storia

Poco distante dal Museo Nazionale si trova il Kulturhistorisk Museum, il Museo di Storia Culturale, aperto venerdì-domenica dalle 11 alle 16 (chiuso il 1° maggio) ed incluso nell’Oslo Pass (normalmente 160 NOK).

Questo museo, parte dell’Università di Oslo, ospita importanti collezioni archeologiche ed etnografiche. La sezione vichinga è particolarmente ricca, con armi, gioielli, monete e oggetti di uso quotidiano. Ci sono anche pietre runiche e ricostruzioni di ambienti vichinghi.

Molti aspetti, brutali e poco noti, si possono però apprendere solo dalla lettura di pubblicistica specializzata. Personalmente, ho letto il datato saggio L’ epopea dei Vichinghi di Rudolf Portner, di fine anni Sessanta, ma ancora valido, se si escludono i mancati riferimenti ai rinvenimenti archeologici successivi e ai nuovi allestimenti museali.

Le collezioni di antichità classiche, egizie e medievali sono altrettanto interessanti. La sezione etnografica presenta oggetti da culture di tutto il mondo, raccolti durante le esplorazioni norvegesi.

Museo di Storia Naturale

L’ultimo museo della mia maratona culturale è stato il Naturhistorisk Museum, il Museo di Storia Naturale, aperto dalle 10 alle 17 ed incluso nell’Oslo Pass (normalmente 180 NOK).

Il museo presenta collezioni di minerali, fossili, animali tassidermizzati e reperti botanici. La sezione geologica mostra l’evoluzione della Terra, mentre quella paleontologica espone fossili di dinosauri e altri animali preistorici.

Particolarmente interessante è la sezione dedicata alla fauna norvegese, con ricostruzioni degli habitat e spiegazioni sugli adattamenti degli animali al clima nordico. Ci sono anche sezioni dedicate alla flora artica e alla biologia marina.

Merenda al mercato Mathallen

Dopo tante ore di musei avevo bisogno di una pausa e di qualcosa da mangiare. Mi sono diretto a Mathallen, il mercato alimentare coperto di Oslo situato nel quartiere di Grünerløkka.

Mathallen è ospitato in un vecchio edificio industriale restaurato e ospita circa 30 banchi che vendono cibo e bevande di alta qualità: formaggi artigianali, salumi, pesce fresco, pane, dolci, vino, birra artigianale e molto altro.

C’è anche una zona con ristoranti e caffè dove si può consumare sul posto. Ho preso un piatto di pesce fresco e una birra artigianale norvegese, sedendomi a uno dei tavoli comuni.

L’atmosfera di Mathallen è vivace e cosmopolita. Ci sono famiglie con bambini, giovani professionisti, turisti. È un luogo dove si respira la nuova Oslo, multiculturale e gourmet, molto diversa dall’immagine austera che si potrebbe avere della Norvegia.

Osservazioni sulla città

Passeggiando per Oslo in questi giorni, non ho potuto fare a meno di notare alcune peculiarità. Una cosa che mi ha colpito fin dal mio arrivo è il traffico, o meglio, la sua quasi totale assenza. Anche il sabato sera, che di solito è il giorno di maggior movimento, le strade sono relativamente vuote e i parcheggi non sono pieni.

Vacanza di tre giorni a Oslo

Non riesco ancora a capire bene perché Oslo, pur essendo una capitale, sembri così poco trafficata. Probabilmente è una combinazione di fattori: prezzi elevati del carburante e dei pedaggi urbani, ottima rete di trasporti pubblici, diffusione del bike sharing e delle biciclette private, cultura della sostenibilità.

Non faccio statistica, ma credo di aver visto autisti dei bus quasi tutti di colore e anche molte donne. Una cultura del inclusione, per i mestieri di carattere esecutivo.

Persone in difficoltà

Un’altra cosa che ho notato è la presenza di persone in difficoltà. Ho visto alcuni barboni rovistare nei cestini e giovani che dormono proprio in centro con un cartone che riporta “Vipps” (l’app norvegese per i pagamenti digitali). È un po’ paradossale in un paese così ricco, ma evidentemente anche qui ci sono persone che non navigano nell’oro.

Parco delle sculture di Ekebergsparken

Nel tardo pomeriggio ho voluto visitare l’Ekebergsparken, un parco collinare a est del centro che ospita una collezione permanente di sculture contemporanee all’aperto.

Il parco offre viste panoramiche su Oslo e sul fiordo, ed è anche un sito archeologico con incisioni rupestri risalenti a 4-5000 anni fa. Questi rock carvings, sebbene non siano tra i più spettacolari che si possono trovare in Scandinavia, testimoniano la presenza umana in quest’area fin dalla preistoria.

Tra le sculture sparse nel parco ce ne sono una quarantina, alcune molto belle e interessanti. All’ingresso principale si trovano le opere più significative. C’è anche un grazioso caffè in un edificio del 1863 che deve essere delizioso d’estate.

Cena al Vaaghals

Per cena ho scelto il Vaaghals, un ristorante a Bjørvika che propone cucina tipica norvegese rivisitata in chiave moderna. Ho voluto provare piatti tradizionali che non avevo ancora assaggiato durante il viaggio.

Il ristorante è elegante ma non formale, con un’atmosfera rilassata. Ho ordinato un assaggio di piatti norvegesi: pesce locale preparato in vari modi, verdure di stagione e un dessert a base di frutti di bosco nordici.

La qualità era eccellente e finalmente ho potuto apprezzare la cucina norvegese oltre alle solite polpette e aringhe. I prezzi sono alti, come ci si aspetta a Oslo, ma la cena è stata memorabile.

Nota per i fan di Jo Nesbø

Durante i miei giri per Oslo ho notato il Restaurant Schrøder, il locale frequentato da Harry Hole, il celebre investigatore protagonista dei romanzi di Jo Nesbø. Per i fan della serie è sicuramente un luogo di pellegrinaggio, anche se io non ho avuto modo di fermarmi.

Un altro ristorante che mi era stato consigliato è lo Smalhans a St. Hanshaugen, ma anche qui non sono riuscito ad andare per mancanza di tempo. Oslo ha davvero moltissimo da offrire e tre giorni sono appena sufficienti per grattare la superficie.

Domenica 4 maggio

L’ultimo giorno della mia vacanza di tre giorni a Oslo. Il volo per Roma parte alle 9:20, quindi devo organizzarmi per arrivare in aeroporto con largo anticipo.

Mattina presto: verso l’aeroporto

Mi sono svegliato molto presto per avere il tempo di fare colazione e preparare i bagagli. Dalla stazione Oslo Trelastgata, vicino al binario 19, parte il treno VY delle 6:54 che arriva all’aeroporto di Gardermoen alle 7:28.

Durante il tragitto verso la stazione ho notato l’autostrada praticamente deserta, a parte bus, taxi e una manciata di altri veicoli. Evidentemente la domenica mattina presto anche Oslo dorme.

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Il problema del bus sostitutivo

In realtà c’erano lavori sulla rete ferroviaria e parte del percorso doveva essere coperta con bus sostitutivo. L’Oslo Pass include il treno VY per l’aeroporto, ma solo per le zone 1 e 2. Temendo ritardi che mi avrebbero fatto perdere il volo, ho preferito prendere un bus non incluso nel pass che partiva prima.

È stata una scelta prudente: ho raggiunto l’aeroporto con tutto il tempo necessario per il check-in e i controlli di sicurezza.

Riflessioni finali su Oslo

Mentre aspetto l’imbarco, ripenso a questi tre giorni intensi a Oslo. La città mi ha confermato le impressioni positive del 2017, mostrandomi però anche aspetti nuovi.

Oslo è una capitale giovane e in evoluzione. Rispetto a Stoccolma e Copenaghen si sente che è ancora “acerba”, probabilmente anche perché la sua popolazione è meno numerosa e quindi ha una forza propulsiva minore. Tuttavia, sta investendo molto nella riqualificazione urbana, nell’arte e nella cultura.

La città somiglia molto alle altre capitali scandinave nell’urbanistica: palazzi ottocenteschi sul waterfront, edifici moderni nell’interno, arcipelago di isole, fortezza storica. Ma Oslo ha una sua personalità distinta, influenzata dal fatto che si è potuta sviluppare autonomamente solo dalla fine della dominazione svedese nel 1905, risentendo poi delle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda con l’ingombrante vicino sovietico.

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Cosa mi è piaciuto

Particolarmente apprezzabili sono:

  • La ricchezza dei musei, molti dei quali di livello internazionale
  • Il rapporto con la natura: Oslo è circondata da foreste e fiordi, e i norvegesi ne approfittano
  • L’efficienza dei trasporti pubblici
  • La pulizia e l’ordine generale della città
  • La qualità architettonica, sia degli edifici storici che di quelli contemporanei

Cosa avrei voluto vedere

Con più tempo avrei sicuramente visitato:

  • Il villaggio di Baerums Verk, a 20 km da Oslo
  • Il giardino botanico e il fiume Akerselva
  • Il Norwegian Mining Museum a Kongsberg
  • Il museo dell’aeronautica a Gardermoen
  • Il museo folkloristico (che avevo già visitato nel 2017 ma che meritava una seconda visita)

Oslo vs altre capitali scandinave

Confrontando Oslo con le altre capitali scandinave che ho visitato:

  • Helsinki: più compatta e visitabile, con un’atmosfera leggermente diversa data l’influenza russa
  • Stoccolma: più grande e monumentale, con una storia più lunga e gloriosa
  • Copenaghen: più alla mano e vivibile, meno cara, più ciclabile

Oslo ha però un fascino particolare proprio per questa sua identità ancora in costruzione, per il contrasto tra natura selvaggia e modernità urbana, per l’orgoglio nazionale che si respira ovunque.

Il costo della vita

Non posso non menzionare l’elefante nella stanza: Oslo è cara. Molto cara. Ogni aspetto del viaggio costa significativamente più che in Italia: trasporti, cibo, musei, attività. L’Oslo Pass da 72 ore a 945 corone (circa 80 euro) sembra caro, ma considerando che include trasporti pubblici e l’ingresso a decine di musei, si rivela conveniente per chi, come me, vuole visitare molte attrazioni.

Tuttavia, la qualità dei servizi giustifica in parte i prezzi. Tutto funziona bene, è pulito, sicuro ed efficiente. Non è un caso che la Norvegia sia sempre ai primi posti nelle classifiche sulla qualità della vita.

Un arrivederci, non un addio

Saluto Oslo con la certezza che ci tornerò. C’è ancora molto da scoprire in questa città che ho imparato ad apprezzare sempre di più. Magari la prossima volta in inverno, per vedere la città coperta di neve e, chissà, magari anche qualche aurora boreale dal Frogner Park.

Il volo decolla puntuale e Oslo scompare sotto le nuvole. Destinazione: Roma.

Riepilogo della vacanza di tre giorni a Oslo

Per aiutare chi volesse organizzare una visita simile, ecco un riepilogo organizzato dei luoghi visitati e delle informazioni pratiche.

Giovedì 1 maggio

Luoghi visitati:

  • Porto Aker Brygge e Tjuvholmen
  • Case in legno di Damstredet e Telthusbakken
  • Cimitero storico (tombe di Ibsen e Munch)
  • Oslo Street Food a Torggata
  • Youngstorget
  • Havnepromenaden (lungomare con “fari arancioni”)
  • Opera House
  • Museo Munch (esterno, chiuso per festività)
  • Bjørvika

Note: Molti musei chiusi per il 1° maggio. Ottima giornata per passeggiate e esplorazione della città.

Venerdì 2 maggio

Musei e attrazioni:

  • Municipio di Oslo (9-16, gratis)
  • Fortezza di Akershus (10-16, Oslo Pass, 150 NOK)
  • Museo della Difesa – Forsvarsmuseet (10-17, Oslo Pass, 150 NOK)
  • Museo della Resistenza Norvegese (10-17, Oslo Pass, 150 NOK)
  • Museo Fram (9:30-18, Oslo Pass, 180 NOK)
  • Museo Kon-Tiki (10-18, Oslo Pass, 140 NOK)
  • Museo della Navigazione Norvegese (10-17, Oslo Pass, 140 NOK + padiglione)
  • Biblioteca Nazionale (lun-ven 9-21, sab 10-18)
  • Museo Munch (ven-sab 10-21, Oslo Pass, 180 NOK) – 13 piani, bar al 13° piano
  • Cattedrale di Oslo (10-16, ven 16-23:30)

Trasporti: Traghetto (bus 30) per Bygdøy incluso nell’Oslo Pass

Sabato 3 maggio

Musei e attrazioni:

  • Holmenkollen trampolino e museo (10-17, Oslo Pass, 190 NOK)
  • Museo della Città di Oslo – Bymuseum (ven-dom 11-16, Oslo Pass, gratis)
  • Vigelandmuseum (12-16)
  • Museo Nazionale Norvegese – Nasjonalmuseet (10-17 gio-dom, Oslo Pass, 200 NOK)
  • Museo di Storia – Kulturhistorisk Museum (11-16 ven-dom, Oslo Pass, 160 NOK)
  • Museo di Storia Naturale (10-17, Oslo Pass, 180 NOK)
  • Mercato Mathallen (per merenda)
  • Parco sculture Ekebergsparken con rock carvings 4-5000 anni fa
  • Caffè in edificio del 1863
  • Oslo Treet (albero illuminato di 14 metri)

Ristoranti suggeriti:

  • Vaaghals a Bjørvika (cucina tipica)
  • Restaurant Schrøder (per fan di Jo Nesbø e Harry Hole)
  • Smalhans a St. Hanshaugen
  • Cafè Platz o Kumi per pranzo

Domenica 4 maggio

Partenza: Treno VY 6:54-7:28 da Oslo Trelastgata (by track 19) all’aeroporto Volo: Partenza alle 9:20

Note sui trasporti:

  • L’Oslo Pass include VY per aeroporto solo zone 1-2 e traghetto per Bygdøy
  • Installare app RuterReise per pianificare viaggi
  • Possibili lavori sulla rete ferroviaria con bus sostitutivi

Cose non visitate (per una prossima volta)

Nel centro:

  • Astrup Fearnley Museet (arte contemporanea)
  • Centro Nobel per la Pace (1° mag 11-17, Oslo Pass, 170 NOK)
  • Kunstnernes Hus (chiuso 1° mag poi 11-17, Oslo Pass, 130 NOK)

Fuori città:

  • Villaggio Baerums Verk a 20 km (lun-ven 10-17, sab 10-16)
  • Giardino botanico e fiume Akerselva
  • Norwegian Mining Museum a Kongsberg
  • Museo dell’Aeronautica a Gardermoen (sab 12-16, dom 11-16, 90 NOK)
  • Museo Folkloristico (1° mag 11-16, 2 mag 10-17, Oslo Pass, 195 NOK) – già visitato nel 2017

Oslo Pass: prezzi e info

  • 24 ore: 550 NOK
  • 48 ore: 800 NOK
  • 72 ore: 945 NOK

Include trasporti pubblici nelle zone coperte e ingresso gratuito a oltre 30 musei e attrazioni.

Il viaggio prosegue

Questa vacanza di tre giorni a Oslo rappresenta il ritorno alla civiltà dopo l’Avventura sugli sci alle Svalbard. Per una cronaca completa del mio viaggio in terra artica e del ritorno in Norvegia, invito alla lettura di Svalbard ski expedition.

Questa è la mia seconda visita a Oslo, dopo quella del 2017 durante il mio primo viaggio in Norvegia.

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Pubblicato da Mauro

Ciclista amatoriale, marinaio da diporto, escursionista di media montagna

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