Equipaggiamento sci escursionismo Salomon

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L’equipaggiamento sci escursionismo Salomon è quello che ho deciso di sperimentare per ampliare l’attività escursionistica in ambiente innevato, altrimenti praticata soprattutto con ciaspole e ramponi.

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Premessa

Per consentire a tutti di comprendere l’oggetto del presente articolo, lo “sci escursionismo” o “backcountry ski”, è bene partire da una descrizione che oscilla tra il tecnico e il romantico, un po’ datata, ma sempre valida. L’ho tratta dal sito del C.A.I. della Sezione di Treviso:

Lo sci quale semplice mezzo per muoversi sulla neve

L’escursionismo è il principale movente: il piacere della scivolata, tutt’altro che trascurabile, passa però in sottordine e in determinate circostanze può anche essere sacrificato senza per questo compromettere l’interesse per l’escursione. Questa impostazione allarga il campo dell’escursionismo, tradizionalmente limitato al periodo estivo, a tutto l’arco dell’anno su percorsi più vari e su maggiori distanze in un mutato ambiente naturale con un proprio indiscutibile fascino. Per rendere meglio l’idea, oserei dire che lo sci-alpinismo costituisce la punta di diamante dello sci-escursionismo. Da questa impostazione discendono le altre caratteristiche dello sci-escursionismo e ad essa occorre riferirsi ogni qual volta si discute delle problematiche che inevitabilmente si presentano nella fase evolutiva.

Limiti tra sci-alpinismo e sci-escursionismo

Rimandando ad altra sede una discussione sulle problematiche della tecnica e dell’attrezzatura, ci limitiamo ad affrontare qui il più scottante dilemma nell’ambito del CAI: sci-alpinismo o sci-escursionismo? Malgrado sia stato superato il periodo di rigetto proprio delle cose nuove e gli organi ufficiali del CAI l’abbiano riconosciuto, ancor oggi lo sci di fondo escursionistico viene considerato con diffidenza e con una certa contrarietà dagli sci-alpinisti. Si deve peraltro dare atto sono gli stessi sci-escursionisti a darne motivo con un’incauta invasione di campo. Per questo s’impone un incontrovertibile chiarimento. Allo scopo lo scrivente espone di seguito la propria versione. Coerentemente con l’impostazione sopra ribadita dello sci, inteso come semplice mezzo per muoversi sulla neve, andrebbe superata ogni schematica classificazione, peraltro con uso di nomi non rigorosamente definiti, rivolgendo l’attenzione direttamente alla scelta del modo di percorrere più agevolmente e in sicurezza ogni singolo percorso. Innanzi tutto va sgomberato il campo allo sci-alpinismo autentico, quello cioè che richiede l’impiego di tecniche di ghiaccio e di roccia. Nell’ambito del CAI queste tecniche vengono insegnate nelle scuole di sci-alpinismo, delle quali è indiscussa la competenza. Il normale sci-escursionista va pertanto dissuaso dall’affrontare imprudentemente ghiacciai e vette rocciose. Premessa questa doverosa riserva, osserviamo che, prescindendo in prima istanza dalle contingenti condizioni della neve, le caratteristiche da considerare di un percorso sono i dislivelli messi in rapporto con lo sviluppo in lunghezza e in particolare le pendenze. Altri fattori, quali ad esempio l’altezza assoluta, non giocano più un ruolo primario dal momento che oggi anche l’escursionista può premunirsi dal freddo e dotarsi di attrezzature affidabili senza un eccessivo appesantimento. Assunta la pendenza come parametro primario distintivo dei percorsi, passiamo ad esaminare in funzione di essa il comportamento dell’attrezzatura e della tecnica sciistica. L’attuale attrezzatura sci-alpinistica è caratterizzata da sci corti e larghi, con attacco-scarpa rigido in blocco unico con lo sci, fasciante la caviglia fino ad immobilizzarla. Viene in tal modo avvantaggiata considerevolmente la manovrabilità dello sci anche su nevi pesanti, con forti pendenze e facilitata la tecnica di discesa. All’estremo opposto sta l’attrezzatura del fondista da pista, con sci lunghi e stretti e attacco-scarpa fissato solo di punta, al fine di conferire leggerezza e di consentire una scivolata lunga a tutto vantaggio dei percorsi lunghi e pianeggianti. L’attrezzatura dello sci-escursionista è un compromesso tra i due estremi, con lunghezza e larghezza degli sci intermedie al fine di migliorare la manovrabilità in discesa (e il galleggiamento) senza rinunciare alla scivolata lunga in piano. L’aggiunta delle lamine migliora la tenuta laterale e consente di affrontare le mezze coste gelate. L’attacco-scarpa, sempre con solo fissaggio di punta, è rinforzato per conferire più rigidezza laterale e proteggere la caviglia. La tecnica di discesa dello sci-escursionista è intesa a sopperire alla ridotta manovrabilità degli sci mediante una serie di accorgimenti e limitazioni, impegnando maggiormente le caviglie e arretrando il baricentro per migliorare la stabilità. Il telemark può considerarsi all’apice di questa tecnica. Esistono anche semplici dispositivi per bloccare il tallone in discesa, ma stranamente incontrano scarso favore presso l’escursionista, che non è più abituato a sentirsi bloccato sugli sci e piuttosto rinuncia ad una discesa elegante. Scendendo in maggiori dettagli, le variabili in gioco si moltiplicano, ne esiste tutta una gamma,  che non consente una semplicistica e netta distinzione tra le due discipline. Il progresso in atto, sia nei materiali che nella tecnica, offre una varietà di soluzioni in grado di soddisfare alla varietà dei percorsi, delle condizioni della neve e del livello degli sciatori. Tuttavia, poiché un orientamento è sempre utile per i meno iniziati, senza pretesa di rigorismo, tentiamo di abbozzare una suddivisione in zone di competenza, lasciando una zona intermedia bivalente a scelta degli interessati, caso per caso. Il criterio logico da seguire è quello di consentire l’effettuazione di un dato percorso, non soltanto in sicurezza, ma anche nel modo più agevole e gradito all’interessato. Così ad esempio per gusto personale si può preferire di sacrificare un’elegante discesa in cambio di un’andatura leggera e di maggior libertà di movimento, fattori che promuovono un più intimo contatto con l’ambiente, di salite meno faticose e di maggior speditezza in piacevole scivolata nei falsipiani. Il peso pro e contro questi fattori, tenuto conto delle condizioni della neve e del livello tecnico dello sciatore, dipende dai dislivelli da superare in senso negativo e dalla lunghezza complessiva del percorso in senso positivo, in quanto, a parità di dislivello, il fondista viene avvantaggiato dalla lunghezza.

Tratto da “Dieci anni di sci di fondo escursionistico” di Camillo Zanchi – La Rivista del CAI Sett./Ott. 1985

Io stesso, mi sono avvicinato allo sci escursionismo grazie alla Sezione di Roma del C.A.I., la quale organizza annualmente sia dei corsi che delle escursioni, oltre alla classica settimana bianca.

Descrizione

Sci da escursionismo Salomon Air ridge

Rispetto ai classici sci “carving” da discesa su piste battute, sono più lunghi, stretti e con una modesta sciancratura. Sono comunque più larghi e maneggevoli degli sci da fondo, che necessitano di una maggiore scorrevolezza e viaggiano su piste battute.

Inoltre, hanno la lamina con una scolpitura a “spina di pesce”, che consente di risalire pendii modesti semplicemente avanzando, anche senza procedere coi piedi “a papera”. Qualora la pendenza aumenti, si può “spigolare”, appoggiandosi sui bordi degli scarponi, oppure montare le pelli (sintetiche) che aumentano ulteriormente il grip.

L’altra soluzione universale, adottata anche dagli sci alpinisti, è quella di salire serpeggiando, così da ridurre la pendenza relativa che viene affrontata. Gli sci da sci alpinismo dispongono anche di “rampant”, non disponibili per l’attrezzatura da escursionismo, probabilmente per i limiti tecnici e di preparazione di base per chi decide di avvalersene.

Attacchi manuali da sci escursionismo Salomon SNS XA

Nella scelta dell’equipaggiamento sci escursionismo Salomon, ovviamente, agli sci vanno applicati degli attacchi, la cui posizione va commisurata alla taglia degli scarponi.

Equipaggiamento sci escursionismo Salomon

Dalla descrizione tecnica degli attacchi Salomon SNS® XA® Manual che ho adottato, leggiamo quanto segue:

  • le piattaforme larghe consentono una buona trasmissione della potenza dagli scarponi, agli attacchi, agli sci;
  • le creste che si estendono per tutta la lunghezza migliorano il controllo degli sci durante la planata;
  • si aprono e si chiudono manualmente per una presa sicura sugli scarponi;
  • hanno un flex di rigidità 185 ottimizzato per sciare su terreni ondulati fuori dalle piste battute;
  • sono compatibili con gli scarponi che hanno la suola SNS X-ADV, come i Salomon X-ADV 6;
  • non compatibili con le suole degli scarponi SNS o SNS Pilot.

Specifiche tecniche

  • Utilizzo ottimale per sci di fondo in stile backcountry
  • compatibili con la suola SNS X-ADV
  • Peso (coppia) 496 grammi

Scarponi da sci escursionismo Salomon X ADV 6

Si tratta di scarponi da competizione destinati allo sci fuori pista. Il Salomon X ADV 6 ha una tomaia alta con una cinghia di serraggio e un forte rinforzo posteriore che rende molto più facile la discesa su terreni difficili.

Lo stabilizzatore funziona su cerniere montate lateralmente che non ostacolano il movimento mentre si cammina. Una suola con battistrada profondo e relativamente rigida offre un’eccellente trazione sulla neve. I lacci sono nascosti sotto uno speciale lembo, grazie al quale la neve non si attacca e non si rovinano.

Sono stati realizzati con il sistema Quicklace: i lacci in Kevlar si allacciano con un movimento della mano. In caso di neve alta, sarà utile un gancio su cui possiamo attaccare le ghette. La scarpa è stata isolata con
materiale Thinsulate che garantisce un elevato comfort termico anche nelle gelate più fredde. Salomon X ADV 6 è compatibile con gli attacchi SNS X ADV Manual e SNS X ADV Access.

Equipaggiamento sci escursionismo Salomon

Pelli

L’equipaggiamento sci escursionismo Salomon sul mercato non include le “pelli di foca”, oggi realizzate in materiale sintetico (tessilfoca). Per alcuni sci, sono disponibili sul mercato delle pelli realizzate su misura industrialmente, mentre io le ho fatte confezionare artigianalmente.

Si tratta di strisce di tessuto, la cui faccia superiore, quella che va a contatto con gli sci, è adesiva. La faccia inferiore, invece, ha delle fibre che consentono di non arretrare quando si preme sullo sci posteriore. Sono completate da un gancio o da un anello in tessuto che, applicato al bordo anteriore, consente di agganciare lo sci, così da evitare che si possano arrotolare su loro stesse. Necessitano di manutenzione periodica, per evitare che la neve aderisca alle pelli formando uno zoccolo.

Bastoncini

Sarebbero consigliati quelli telescopici, più pratici da portare dietro quando gli sci sono sullo zaino, ma ho utilizzato dei bastoncini rigidi della Rossignol che usavo con gli sci da discesa, che prendono polvere da qualche anno, ormai.

Zaino

Dovrebbe avere dei supporti adatti a portare gli sci, benché quelli da sci escursionismo siano generalmente indossati più a lungo di quanto non avvenga con quelli da sci alpinismo o li si possa tenere poco elegantemente in mano, nella maggior parte dei casi in cui si debba procedere con i soli scarponi. Il mio zaino è il Millet Peuterey Integrale 45+10.

Ad esclusione dei bastoncini e delle pelli, ho acquistato l’equipaggiamento sci escursionismo Salomon da Alp 3, negozio di Roma in zona EUR.

Descrizione video dell’attrezzatura

In occasione di un’escursione in Abruzzo, sci ai piedi, ho realizzato una video descrizione dell’attrezzatura indicata poco sopra.

Impressioni

Ragioni per lo sci escursionismo

Ho deciso di provare questo tipo di attività, pur dovendomi munire dell’equipaggiamento sci escursionismo Salomon, per unire le escursioni in ambiente innevato e una potenziale maggiore velocità di spostamento rispetto alle ciaspole o ai semplici scarponi. Tuttavia, non sempre le cose vanno secondo i piani!

E pensare che mi incuriosiva lo scialpinismo (anche senza pretese di grandi ascese), ma ho preferito cominciare con questa attrezzatura perché la pensavo più alla mia portata.

Come primo approccio allo sci fuori pista, probabilmente, questo è il peggiore. Lo sci da escursionismo (o da fondo, poco cambia, se non il fatto che uno è poco più largo, più pesante, squamato e laminato) è quello più difficile da utilizzare in discesa se non si ha dimestichezza con la tecnica del telemark, essendo il tallone libero e con scarponi morbidi. In alternativa, negli anni ’80, quando gli sci da alpinismo erano pesanti, molti atleti in gara utilizzavano sci da fondo e scendevano dritto per dritto “a raspa”, mettendo le racchette, apposite per quella tecnica, sotto al sedere e appoggiandosi sopra con tutto il peso le facevano strusciare sulla neve per rallentare.

Molto diverso è con degli sci da skialp con i quali in discesa si blocca il tallone, lo scarpone è rigido e il piede rimane fermo. Anche chi non sa curvare, scende a spazzaneve e se la cava comunque, un po’ come si fa con gli sci da pista.

Fermo restando che, quando si è in escursione, le condizioni della neve possono essere ottimali solo per poche ore durante la giornata, ci sono solchi e buche sul nostro tracciato, ci sono pietre e rami più o meno nascosti nella neve soffice o tra quella ghiacciata. Insomma, non bisogna farsi illusioni sulla facilità di progressione, anche padroneggiando la tecnica!

Le classiche polemiche

Tra sci alpinisti, sci escursionisti e ciaspolatori non possono che scatenarsi le solite polemiche “all’italiana”, tra chi sia il migliore.

Intanto, gli sci alpinisti sono – o dovrebbero essere – di un altro livello di preparazione. Non tutti scendono dal Gran Sasso, ma si presuppone che abbiano comunque delle ottime capacità tecniche. Per quanto riguarda le restanti categorie, è una lotta tra poveri. I ciaspolatori vengono visti come i pigri che non vogliono imparare a sciare, e che rovinano con le loro pesanti pedate i tratti in cui si potrebbe sciare. Gli sci escursionisti si ritengono dei puristi della montagna, ma la verità è che uno sciatore medio, in fin dei conti, non percorre una distanza giornaliera sensibilmente maggiore a quella di un ciaspolatore.

La verità è che non esiste lo strumento “totale”, come testimonia l’uso in ambito militare o di alpinismo esplorativo di livello (citerei, a tal riguardo, il libro “The Crystal Ceiling. Un epico viaggio” di Jan Reynolds, dove viene descritto l’utilizzo sia delle ciaspole che degli sci da backcountry per il periplo dell’Everest.

Insomma, bisogna utilizzare quello che si rivela essere lo strumento migliore, in determinate circostanze.

La tecnica del Telemark

Voglio condividere qui un video esemplificativo degli esercizi per apprendere la tecnica del Telemark, anche se l’attrezzatura che viene generalmente utilizzata è più performante dell’equipaggiamento sci escursionismo Salomon che ho sperimentato io.

Reminder

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Pubblicato da Mauro

Ciclista amatoriale, marinaio da diporto, escursionista di media montagna

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