La Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento, è una gara ciclistica su itinerario predefinito, unsupported e single-stage (senza stop orario ai check point) attraverso le montagne della Grecia da Kalampaka (Meteora) a Nafpaktos.
- Distanza: 938 Km con 29,000 m di dislivello positivo. Traccia predeterminata con 3 checkpoints presenziati dallo staff;
- Partenza: ore 9:00 di sabato 13 maggio 2023;
- Fine: dopo il finisher’s party, alle ore 24 di sabato 20 maggio 2023. Il termine, a causa delle avverse condizioni meteo, è stato poi spostato alle ore 12 di domenica 21 maggio 2023;
- Tracciamento: in tempo reale sul sito Maprogress tramite SPOT o InReach.
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HMR2023 pre-start Day – Kalampaka
Come sempre, il giorno precedente allo start è molto strano. Ci sono varie incombenze legate all’organizzazione della Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento, si vive in una sorta si limbo in attesa di ciò che sarà.
Al mattino, mi reco di buon’ora al quartier generale di Nelson Trees, perché quando ho lasciato Roma ho caricato sulla mia unità GPS delle tracce che sono state cambiate quasi last minute. I Garmin sono famosi per i numerosi problemi software, ma sono diffusi come gli Android perciò in pochi vi rinunciano! Alla fine, con la famosa tecnica “spegnere e riaccendere” sembra che tutto sia OK.



Il museo dell'”Educazione” di Kalampaka
Avrei potuto pedalare con Valter Di Cesare per provare la bici e rivedere le Meteore, ma alla fine il tempo passato tra la registrazione e il GPS, mi fanno desistere e mi reco invece all’ennesimo museo, quello dell'”Educazione”. Contiene libro di testo, ricostruzioni di aule e altro materiale didattico dagli anno ’20 a oggi. La guida è una giovane studentessa di museologia, molto brava nell’esposizione. Peccato che il museo, privato, a breve dovrà chiudere per problemi finanziari (non si è mai ripreso dopo la pandemia) e forse riaprirà l’anno prossimo a Salonicco.





La tappa successiva è un caffè con Valter. Mi fa molto piacere poter parlare con lui, visto che anche se abitiamo a pochi passi, alla fine a Roma non ci incontriamo mai e questo evento è stato un’ottima occasione.
Al rientro in ostello, Gustav mi chiede di provare la mia bici e acconsento volentieri! Ho avuto addirittura un collaudatore

Il briefing pre-gara
Il pomeriggio si tiene il briefing, con vari timori per cani da pastore (Sofiane ne è stato morso mentre raggiungeva Kalampaka) e orsi. Chissà… non vanno sottovalutati, ma io sono un inguaribile ottimista.
Ho anche l’occasione di conoscere di persona l’avventuriera Katie Jane l’Herpinière, accompagnata dal marito, la quale si rivela la persona piacevole che speravo fosse. L’ho seguita molto nelle sue avventure e qualche volta, nelle dovute proporzioni, mi ha ispirato!


Una cena tra amici
Per cena, ci ritroviamo con un gruppetto di italiani messo insieme su WhatsApp da Zani Juri. La compagnia è piacevole e il cibo ottimo! Per digerire la quantità di cibo che ho ingurgitato, non mi resta che una passeggiata con Valter, durante la quale gli arriva l’inaspettata telefonata di Maurizio Doro Naturaider , grande battagliero in numerosi campi dell’outdoor. La sua voce sarà di buon auspicio, me lo sento!
Nel frattempo, hanno pubblicato su bikepacking.com gli allestimenti di numerose bici, tra cui la mia, con gran lustro per Polaris Cicli . Insomma, ormai non resta che pedalare! Ce la faremo?


HMR2023 Day1 Kalampaka-Flambourari
Appuntamento alle 9 all’ufficio turistico di Kalampaka. Oltre 100 ciclisti sono pronti a partire. La tensione c’è sempre, inutile negarlo! Dal primo colpo di pedale in avanti, non si sa bene cosa succederà, nonostante i novellini siano pochi.

La partenza è inizialmente controllata, su asfalto, ma al primo accenno di sterrato si crea subito il caos e si rimane imbottigliati. Niente di che, però il tempo perso non si recupera mai! Sono contento che le gambe girino, anche se piano. Comincia il valzer dei sorpassi… e scalo indietro, ma non è un dramma.





I panorami sembrano alpini, con tanto di abeti, poi abruzzesi, ma comincia a piovere e questa Grecia assume un sapore di Scozia. Il fango ci ricopre, ma non è colloso.
Incontro Marco, Alessandra, Juri, familiarizzo con Domenico, un altro italiano. Alle porte di Metsovo, dove arrivo alle 19, si crea un assembramento spontaneo al primo ristorante incontrato dal mattino.




Ripartire è dura… il traguardo giornaliero sono almeno 130 Km, per tentare di arrivare al CP1 in tempo. Un ritardo significherebbe quasi subito l’ipoteca sull’arrivo nel tempo limite!
Arrivo a notte fonda a Flambourari, affollata di ciclisti. Trovo un giaciglio e spero nell’indomani!





HMR2023 Day2 Flambourari-Papingo CP1
Programma della giornata: sveglia alle 5.30 e destinazione checkpoint 1 a Papingo.

Ovviamente ho fatto i conti senza l’oste! Che sarebbe la pioggia, caduta abbondante tutta la notte e che sento tamburellare anche al mattino sulla tettoia che mi ha accolto. Aspetto mezz’ora, poi un’ora… mi preparo, ma non ho il coraggio di partire prima delle 8, tra un acquazzone e l’altro. La situazione, fuori non sarà poi così brutta.

Ma l’acqua che non viene dall’alto, arriva dal basso… dalle pozzanghere. Una burrasca di fango, ovunque. Le salite sono sdrucciolevoli e per ogni giro di ruota, un quarto è sprecato! Cammino a lungo. Non incontro nessuno dei compagni di ieri, saranno partiti prima o già avanti. Il morale si ammoscia, ma proseguo.




La giornata è abbastanza monotona, percorriamo strade forestali quasi tutte uguali tra loro, anonime e belle rovinate. Le forestali finiscono con un single track “mangia e bevi”, che non pedalo in salita e spesso nemmeno in discesa, per timore di schiantarmi da qualche parte col fondo a saponetta.




Arrivato in valle, si comincia a vedere Vikos Gorge, con i suoi ponti del XVIII Secolo e la via lastricata per il paese. Tutto molto bello e tutto da fare a piedi! La gola ha anche vinto il Guinness dei primati nel 1997. Il paese omonimo è molto grazioso, coi tetti in pietra tipo ardesia. La Grecia non è troppo diversa dell’Italia, ha un sacco di spunti interessanti. Nota personale: finora non ho visto cimiteri. Strano, ma forse nemmeno ho visto le chiese a loro annesse.







Risaliti in quota, mi rendo conto che la mia velocità ignobile mi farà perdere la vista della foresta di pietra e della gola dall’alto. Peccato, già ieri ho sacrificato il lago.
Proseguendo, mi incontro con John e ci diamo man forte nel lunghissimo hike-a-bike fino alla valle sotto Papingo, alla quale tocca risalire, per fortuna su asfalto. Mi aspetta una moussaka e tre Bikos cola!
Checkpoint preso più che d’ignoranza, direi proprio d’inerzia!!! Vediamo nei prossimi giorni.





HMR2023 Day3 Papingo CP1-Samarina
L’arrivo al CP1 è stato provvidenziale, anche se c’è stato un certo via vai, tra noi arrivati last minute e quelli che con una buona dose si coraggio erano saliti e discesi dal rifugio Tymfi. Per fortuna che ci potevamo ristorare: oltre alla moussaka in notturna, ho anche preso ben due piatti di zuppa di fagioli cannellini per colazione!




La notte c’è stato parecchio rumore, nel portico della chiesa dove ci siamo accampati, a causa del gran numero di persone presenti.
Al mattino, dopo colazione, lavo alla meglio la bici dal fango accumulato. Non parto subito, mentre altri sono già diretti alle “Torri di Astraka”. Si tratta di un’ascesa di tre ore con bici al seguito, su un sentiero trekking a tratti poco agevole.






La Lux, per sua grazia, mi fa scendere numerosi tratti in sella, fino a ritornare all’ormai ex CP1 della Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento, rimasto Astra Inn, dove pranzo. La veloce discesa su asfalto fino al fiume Konitsa è solo una magra consolazione, perché da lì comincia il secondo trekking che costeggia il fiume. Insomma, due passaggi (totale di 20Km a piedi, scavalcano rocce!) che col bikepacking hanno ben poco a che fare…



Il gruppetto con cui mi incrocio è più o meno sempre lo stesso, abbiamo andature simili. Verso mezzanotte ci ritroviamo tutti in un paesino, molti mangiano ma io proseguo per Samarina e accumulare qualche altro chilometro. Si tratta di asfalto, ma c’è uno scollinamento a 1.750 metri, dove trovo un vento sferzante e pioggia battente.







Alle 3 sono pronto per dormire, sotto al portico dell’ennesima, accogliente, chiesa, dove trovo due ciclisti già distesi, ma partiranno presto avvicendati da altri due che ripartiranno dopo di me.
Stavo scrivendo il resoconto della giornata, ma il vento gelido e le mani ghiacciate mi inducono a rinviare.
HMR2023 Day4 Samarina-Metsovo
Sveglia alle 7 per fare almeno 4 ore di sonno, più volte interrotto da arrivi e partenze dalla chiesa. Durante la notte è piovuto, preludio alla giornata odierna!



Mi viene incontro John, ormai ci capiamo al volo. Heavy rain… ma ci bardiamo e via in mezzo al fango. Anche oggi, le anonime strade forestali la fanno da padrone. Oltre a cacciatori e tagliaboschi, però, stavolta la zona dell’Epiro che attraversiamo è piena di stazzi e imprese zootecniche, credo vuote in attesa dell’estate.


Qualche scorcio mi conquista, con la strada a mezza costa che percorriamo integralmente. Tuttavia, in qualche momento di stanchezza faccio fatica a capire se mi trovo in Nuova Zelanda, a Orvinio, all’Aremogna… diciamo che un quarto d’ora di riposo al riparo di un albero, ci rinfranca. Mi domando se questo sia l’Epiro di cui era re Pirro.




La pioggia va e viene, il fango invece è costante e la bici comincia a non poterne più! Ma si va avanti. Il CP2 è imprendibile entro le 11 di domani, ma Metsovo è comunque l’unico rifornimento e sosta possibile.
In serata, arriva la notizia che gli orari dei CP sono stati estesi di 12 ore… vedremo se ce la facciamo!


Intanto, cena con doppia porzione di gyros di pollo e notte nella solita chiesa locale.


HMR2023 Day5 Metsovo-Melissurgi CP2-montagna
Ieri è stata la giornata più dura del trail, finora. La stanchezza si accumula, il sonno è poco e il meteo ci ammazza col fango. Per fortuna che hanno posticipato di 12 ore l’apertura dei checkpoint, non sarei stato in grado di pedalare di notte, anche se il tracciato, fatto di giorno, si è rivelato agevole.



I checkpoint non sono cut-off, ma se si è troppo indietro diventa matematicamente impossibile arrivare in tempo alla chiusura e questo regalo ci fa respirare. Ieri non avrei nemmeno potuto proseguire subito, visto che la bici era un unico blocco di fango: cambio impastato, lock-out forcella bloccato su chiuso, pasticche dei freni da cambiare entrambe. Stamattina, tra manutenzione e pulizia alla fontanella del paese, ho impiegato un’ora!!!




John mi ha salutato stamattina, si è avviato ma è più lento. Ho percorso con Juri la strada fino al check point 2, Melissurgi, un bel rifugio montano gestito da ragazzi giovani, che organizzano escursioni sulle vicine montagne. Si potrebbe restare a dormire, ma mangio soltanto e mi avvio, dopo aver salutato anche Katrina, ormai scratched, seguito o preceduto da altri 4 ciclisti.





La fatica è tanta ma l’andatura dignitosa e il tempo tiene. La parte interessante arriva vicino al valico a circa 1.900 m, con tracce su neve, qualche guadino da cascate. Qui, ricordo di aver fatto il Terminillo Winter Crossing che è stato ben più duro, di questi quattro passi sulla neve per i quali hanno scomodato l’organizzazione.



Al buio perdo molto del panorama, ma tocca andare avanti! Però, in cambio, vedo le luci degli altri imprudenti come me.




Il problema è che, cominciata la discesa scassatissima, che affronto baldanzoso con la full, foro l’anteriore. Dannazione, il copertone bagnato, lo sporco, il fango, il lattice… sguscia via tutto… più il vento… mi fanno combattere un’ora e mezza e infine pizzico la camera d’aria nuova. Rismonto tutto, riparo e a quel punto mi butto nel bivy per 3 orette di sonno, poco rilassato. Questo è! I ragazzi che mi hanno sorpassato mentre ero a bordo strada, mi hanno suggerito di non fare da solo i guadi, a causa dell’acqua che corre veloce. E con chi potrei farli?
“Noi siamo i pochi, gli eletti e gli stronzi”. Cit. Film Gunny
HMR2023 Day6 montagna-Raptopoulou
La notte in quota vicino alla mia MTB inchiodata, è andata benino. Vento e guazza, ma niente di non sopportabile. Sistemo in 15 minuti quello che ieri mi aveva fatto dannare, così il mio umore peggiora. Almeno mi godo il panorama… che è veramente bello. La montagna è ricca di cascate e ci sono numerosi stazzi (dove forse avrei potuto dormire), attraversarla è stata una bella scoperta.



Poco più avanti mi raggiunge Matthieu, partito dal check point. Grazie alla sua compagnia riprendo un po’ di verve e pedalo di nuovo, nonostante il fondo bagnato e malmesso duri a lungo! Incrociamo anche altri ciclisti, noi però decidiamo di fermarci a un ristorantino prima della salitona finale della giornata. È molto gradevole e, dopo il caffè greco, ci scappa pure un pisolino! Nella valle scorre un fiume largo come il Po che però, d’estate, soffre di siccità.








Una volta ripartiti, sfortunatamente, il meteo che ci aveva illuso, torna a piovere. Parecchio e a lungo. Mi ha fatto piacere non essere da solo, scambiare una battuta ogni tanto ha alleggerito la fatica, visto che fango e fondo sdrucciolevole ci costringono spesso a camminare. Saremmo anche disposti a trovare un giaciglio di fortuna, ma a parte tubi per condotte idriche (da barboni USA anni ’30, che ho visto a Salonicco ritratti nel museo della fotografia!) non c’è nulla fino a Raptopoulo. Adocchiamo la solita chiesa e, cambiati in abbigliamento asciutto, ci godiamo il clima fresco.


In giornata ho appreso del ritiro di Juri, che va ad unirsi a quelli degli altri italiani che conosco. Peccato, probabilmente il meteo ha cambiato le carte in tavola e fatto sballare i piani. L’unico ritiro per guasto è quello di Valter, che ha rotto la pedivella.

HMR2023 Day7 Raptopoulou-Karpenisi CP3
La sveglia, ancora una volta, è stata puntata presto ma poco ascoltata. Entro stasera alle 23 dobbiamo essere al Checkpoint n. 3 dell’Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento a Karpenisi, quanto meno per coerenza personale, visto che hanno allungato i tempi di apertura. Ci sono ancora riders in giro e, dopo una laboriosa ricerca della colazione tra panetteria e minimarket (alla fine prendo i soliti tortini feta e spinaci e merendine varie), anche io e Matthieu ci uniamo al “serpentino” sempre più sottile.



Oggi lo trascorreremo a inseguirci e superarci a vicenda, l’andatura è quasi tutta su asfalto e non consente di stare vicini agevolmente. L’unico punto dove è facile è dopo l’ennesimo ponte di pietra (Nelson, che strana passione!), perché c’è un hike-a-bike lungo il sentiero europeo n. 4, praticato anche da un giovane pastore e dalle sue capre.





Nonostante l’asfalto prevalente, la giornata è stata faticosa e sul finire ci offre un panorama reatino. Si tratta, infatti, della salita clone di quella da Leonessa alla sella omonima, non solo per i panorami sotto al Terminillo, ma anche per pendenza e dislivello. In quest’area prevalgono ancora gli abeti (o simili) e i paesaggi sembrano ancora svizzeri, con picchi e valli.


I paesini sono accoglienti e ad Agios Triada mi fermo per un pane e miele, veramente ottimo. Mi erano state proposte salsicce, ma non avevo voglia di altra carne. Allo stesso locale sono passate decine di altri riders e mi fanno quasi tenerezza quando augurano una buona gara, non sapendo che ormai sono nel gruppo Valtur che non avrà nemmeno il privilegio di prendere parte al finisher’s party a Lepanto. Le 12 ore di posticipo valgono solo per la gara Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento e non per le attività collaterali! Ci saranno alcuni degli arrivati e molti ritirati, che hanno raggiunto la località per recuperare il bagaglio, come farò io. Potrei ritirarmi anch’io e andare al party, ma sono uno preciso e verrò domenica a pulire gli avanzi.


La discesa dagli impianti sciistici è fulminea, direttamente su Karpenisi. Sono il 35⁰ ad arrivare, dal passaggio del primo ciclista qualche giorno fa. Le facce degli altri sono ormai note, costituiamo un gruppetto eterogeneo dalle prestazioni più o meno simili, una specie di cacciatori survivalisti dell’apocalisse zombie, autonomi con tutto a bordo delle rispettive bici. Tutto, tranne la mega pizza del take away di fianco all’hotel che ci ospita, la cui hall è diventata un bivacco che emana olezzi vari, che l’odore del cibo non riesce a coprire.


A margine, c’è un ragazzo col freno posteriore rotto ma che non molla.
Dopo cena, possiamo prendere una camera o restare nella hall. Devo dire che mi fa piacere il calore del chiuso, ma la camera sarebbe un lusso che ancora non gradisco.
HMR2023 Day8 Karpenisi-Nafpaktos (parte 1)
Faccio un post doppio anche se le due giornate si sono svolte senza soluzione di continuità.
Il CP3 della Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento, è stato accogliente ma, come tutti i checkpoint, rumoroso. Non ho dormito molto, anche perché a mezzanotte Bengt, il tedesco che ha danneggiato il suo Wahoo qualche giorno fa, cerca un compagno di viaggio che trova nel belga Jules. “È ora di pedalare e non di fare chiacchiere!” Queste, le sue persuasive parole. Il belga viene trascinato via controvoglia, nel cuore della notte, per quella che sarà la tappa più dura del tour!



Io, invece, mi rendo conto verso le 6 del giorno dopo di essere l’unico a non aver ancora lasciato l’hotel. Mi avvio un po’ mestamente verso il tracciato ma sottovaluto l’unica panetteria aperta, confidando sulle mie scorte. I sentieri sono subito nervosi, ma inizialmente veloci grazie al fondo che ha drenato molta dell’acqua. Poi, comincia uno scollinamento tipo Terminillo, su sterrato e qualche sentiero escursionistico, per entrare in una valle impervia e isolata. Da queste parti, nel 1823, gli indipendentisti greci avevano posto sul monte Kaliakudas un centro di resistenza!


Poi, comincia un misto di salite su asfalto e sterrato con panorami spettacolari, villaggi arroccati sui costoni delle montagne. La strada a mezza costa scende nei canyon dov’è un fiume per poi risalire in alto, in un gioco continuo. Si trova acqua potabile ovunque ma nei villaggi non ci sono servizi, a parte il centro culturale e ristorante nell’ennesimo paese chiamato Kastania. La proprietaria ci è tornata dopo anni ad Atene, perché vi era originario il nonno. Mangio al volo insieme a Matthieu, che ho raggiunto, ma ingenuamente non prendo grandi scorte. Dopo poco arriva anche il coreano Pak, che si ritirerà per problemi ai freni.




La traccia è micidiale: batte la zona palmo a palmo, tanto che dopo varie ore di periplo, ci ritroviamo a soli 800 metri da Kastania, se avessimo fatto la via più breve!!!
Ci sono sentieri escursionistici ovunque, ma la natura è brutale e la manutenzione può poco, infatti molte strade, senza protezioni a valle, sono ancora sterrate per facilitarne la manutenzione.
Praticamente, la scena familiare è questa: “Tesoro, vado a prendere il latte!” “Va bene. Hai fatto testamento?”
Chi vuole uscire dalla valle è una specie di eroe!






Noi, continuiamo ad aggirarci cercando la via di fuga. C’è incertezza se continuare o fermarsi a riposare, quando ricomincia a piovere. Matthieu, fiaccato dalle discese su scasso con la sua gravel da 27,5″ trova una tettoia, io sono tentato ma voglio provare a finire l’evento entro mezzogiorno e vado avanti da solo.
HMR2023 Day9 Karpenisi-Nafpaktos (parte 2 – Finish)
La notte è lunga. Mi fermo di quando in quando una decina di minuti per riprendere lucidità e pedalare, ma le gambe sono fiaccate. Durante il giorno ho fatto almeno 4.500 m di dislivello su poco più di 120 Km! Continua il toboga di sali e scendi, ho dubbi di riuscire a terminare il giro in tempo. Il fondo non è sempre agevole, anzi è spesso malmesso, e le salite sempre ripide. La forcella si è bloccata da un po’ su metà escursione per problemi al lock-out, perciò a 6 cm, che è comunque meglio di niente (mi correggo: la forcella è proprio bloccata su chiusa da almeno un paio di giorni, me ne sono accorto pulendo la bici).



Questa seconda parte della traccia è meno spettacolare di ieri, ma sempre bella. Nella notte abbiamo visto in lontananza delle luci rosse: di giorno, anche se nascoste dalle nubi, vedo ora le pale eoliche. Un po’ il sonno, un po’ i panorami dalla morfologia molto italiana, nella mia testa si confonde tutto: sono le pale eoliche abruzzesi, sto facendo un trail in Italia, è uno dei miei giri in solitaria? Non ha importanza, devo solo seguire la linea viola sull’eTrex. L’importante è che abbia smesso di piovere, anche se si è alzato un forte vento freddo!



Cominciamo l’ultima salita alle pale eoliche, fattibile ma le gambe sono messe sempre peggio all’approssimarsi dei 6.500 m di dislivello complessivo. Al checkpoint, un volontario aveva detto che bastavano 20 ore a coprire la distanza… ma non mi aveva convinto. Siamo alle 24 ore e ancora ne mancano almeno una 30ina.



La sorpresa ce l’ho in un tratto di leggera discesa, quasi in cima: finisco in un punto di fango argilloso. Cacchio… mi impiastro tutto! Poco dopo, incrocio due pastori che mi dicono, in greco (ovviamente ho intuito il contenuto): “c’è una sola pozza così in tutta la montagna e tu ci sei finito dentro! Guarda che pasticcio!” Gli do ragione in italiano, e proseguo.
Lo svalicamento è suggestivo: si vede tutto il golfo di Corinto, il ponte Rion Antirion, Lepanto e le città costiere. Scendendo a rotta di collo, rischio più volte di essere deviato dal forte vento sul fondo di pietrisco e brecciolino smosso, ma la fortuna è dalla mia. Breve passerella per Lepanto e raggiungo la finish line dove vengo festeggiato come un reduce.

Là fuori ci sono ancora Matthieu, che arriverà nel pomeriggio, Pak con la bici caricata su un taxi e Lissa, la belga, veramente inarrestabile. Mi sarei fatto picchiare, piuttosto che passare un’altra giornata là fuori!!!

Peccato aver saltato il finisher’s party della Hellenic Mountain Race 2023 – l’evento della sera prima, ma non mi sarei mai perdonato di aver mollato il trail. Mi sarebbe piaciuto arrivare prima, ma ho dato fondo alle mia risorse e fatto i classici errori tattici, nonché qualche spreco di tempo qua e là, perciò ho avuto un equo risultato.
Il resto, sarà logistica per tornare a casa.

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